Cerimonia PREMIAZIONE 6° EDIZIONE UN MONTE DI POESIA anno 2011

Domenica 9 Ottobre si è tenuta nella sala della videoteca , del centro giovani di Abbadia San Salvatore la premiazione della sesta edizione del premio letterario UN MONTE DI POESIA  alla presenza di un foltissimo pubblico e delle autoeità comunali .

Durante la cerimonia sono state consegnate alcune copie della nuova Antologia del premio letterario che raccoglie le poesie vincitrici delle prime 5 edizioni del premio letterario

di seguito le poesie classificatisi alle prime tre posizioni 

sezione La Montagna –

1° classificata   CODIVILLA PUTTI di Nicoletta Berliri  (Ariccia)

Nette le Dolomiti profilano
candide magie primaverili in cielo
e le Tofane, aspre su Cortina,
creano una barriera alla fantasia.
Sale sgraziato l’urlo dei rapaci
in sottofondo cantano gli uccelli
togliendo ansia tra le righe terse
dove corrono lievi anche i pensieri.
Perdo di vista i giorni più infelici
lasciati a valle del dolore avuto e
addormentando la coscienza sporca
cerco di dare senso al mio destino.
Spingo dentro le tasche vuote i pugni
alla ricerca dell’amore perso
ora che il vento inevitabilmente spazza
quanto mi resta della sicurezza.

 

2° classificata  PANIA DELLA CROCE di Gianni Marucelli (Cavriglia)

Le mie montagne non l’ho dimenticate,

quelle di gioventù, aspre di lizza

dove il cuore di marmo che la mina

ha divelto scendeva verso forre

di ruscelli ingemmati dalla brina.

Monte Tambura, Pania della Croce:

ai cavatori inferno, azzurro cielo

ai nostri passi cadenzati in albe

invernali di prima neve e gelo.

Muovi il tuo alfiere e gioca con la morte

che può attenderti su, verso la cima,

con la visione immensa del Tirreno,

navi corsare le isole in foschia.

Cosi piena la vita mai mi parve

come sul bianco nitida fu impressa

l’ultima orma all’ombra della Croce.

 

3° classificata  MADONIE di Stefano Frilli (Firenze)

Tacite Madonie, rocce silenti,

sono monili rari in voi i paesi

che mostrano le gemme più splendenti

a chi le cerca sui sentieri ascesi.

 

Sono le rudi pietre pelle antica

che cala al brullo piano con orgoglio.

Presenza forte, conoscenza amica,

fra la Sicilia e il mare ardito scoglio.

 

Manto regale tra il Pollino e il Torto

di porti e luoghi là sempre esistiti

e spiagge ,al cui prospetto resto assorto,

da Cefalù normanna impreziositi.

 

Voi mi eravate sconosciute, eppure

sorelle vi ho sentite  e a Castelbuono

dolce mi è stato tra le viuzze scure,

della Matrice al quarto d’ora il suono.

 

SEZIONE  TEMA LIBERO

1° classificata   E SI PERDE NEL NULLA LA MIA SERA .. Fulvia Marconi  (Ancona)

 

….E si perde nel nulla la mia sera

mentre in cielo, qual virgola maliarda

un luna s’adagia e poi sonnecchia,

sbadigliando al crepuscolo rasente.

E si frange affondando quella luce,

quando il mare sussurra i suoi segreti,

poi sfiorata da labbra e dalla brezza,

si smarrisce nel nulla…quand’è sera.

E’ quatto eppur sornione quell’incanto

dell’usignolo che mi accende il sogno.

Mi torna alla mente il primo bacio,

torna gagliardo e impavido..di sera

L’amore gioca a dadi e spesso perde

nascosto dietro occhi malandrini,

trasuda l’aria a tratti un buon profumo,

forse è l’olezzo intenso della sera

Nascondere i pensieri nell’insonnia

e percepire lo schiudere di un fiore,

declama Saffo ancora versi eterni

canta il suo triste ardore..ancor..di sera.

Quarto di luna.. tu..rechi dolcezza,

germogliano i momenti dell’attesa,

in quello stordimento a primavera

si perde ancor nel nulla … la mia sera.

 

2° classificata  A OGNI RISVEGLIO   di Tullio Mariani (Molina di Quosa)

 

A ogni risveglio flaccida la mente

cede ai rimpianti di passate cose

appesi all’ombra e a graffe rugginose

di vecchie teche. Il pavido presente

 

fugge il confronto e inetto, inconsistente

chiede rifugio a pieghe nebulose

di usati riti, d’incombense uggiose,

a fedi ed utopie sbiadite e spente.

 

Nelle albe fauste mi raccoglie il sonno

nell’abbraccio da esperta meretrice

che tutto acquieta e non chiede compenso

 

Nelle albe infauste mi arrovella il senso

del tempo e dell’antica mietitrice

e a capo chino accetto il nuovo giorno.

 

3° classificato LA PAZIENZA DELL’ERBA..Umberto Vicaretti (Luco dei Marzi)

 

Come rami spossati sugli scalmi

pendono dai braccioli le sue ali.

Nelle prove di volo, anche stavolta,

è mancato al decollo il vento buono

che Icaro redime dalla terra:

stremate esili gambe alla pedana,

le mani a mulinare vanamente

sulle ruote del “Pegasp h 3”

carrozzella-pieghevole-autospinta

(carbonio ultraleggero arreso al porfido

“disanimato e ignaro opus incertum”

murato in via dell’Araba Fenice)

 

Batte alle porte aprile,ed io non so

come guardare Antonio.

Fingo di rovistare tasche vuote,

dove cerco parole che non trovo

per gli anni suoi , promessi

non so se al primo o all’ultimo equinozio.

Lui aspetta in silenzio e ha già imparato

la pazienza dell’erba.

 

Dentro il cortile ,intanto,

rimargina ferite anche il muretto,

col glicine fiorito questa notte

 

  SEZIONE GIOVANI

1°classificato  BOLLE DI SAPONE di Marco Angiolini (Livorno) anni 10

 

Adoro creare

piccoli pianeti lucenti,

lune d’acqua formatesi

da piccoli,

acquatici ,sospiri.

Leggeri palloni che

scompaiono

per subito riapparire.

Minuscole bombe che

esplodono

senza dolore.

Ma sono solo

bolle

di sapone.

 

2° classificata GLI HORROR COMICI  DI Aurelio Ettore Ventre  (Borgo san Lorenzo)anni 10

 

C’era una volta uno scrittore

che faceva libri di ogni colore

Horror, commedie oppure gialli

alle sue penne venivano i calli;

Di se stesso era molto fiero

e si credeva uno scrittore per davvero

Con i suoi amici si vantava

ma la sua voce solo sprecava

Perchè quando qualcuno i suoi horror leggeva

al posto di aver paura…rideva.

 

3° classificata  IDILLIO  di Salvatore Ponzo  (Catania)anni 16

 

Il cuore palpita come mare ondeggia

Tra le fronde del bosco,

squarci di luce illuminano ilò sentiero,

quando soffia la brezza le chiome farfugliano,

i profumi della macchia non tacciono.

 

Al tramonto

le viuzze e le facciate del borgo,

si colorano  di rosso,

mentre gli ombrosi monti

trasmettono un senso d’irrisolto.

 

Magiche le sere le notti

i grilli allietano la quiete

in lontananza

le onde ondeggiano serene

come versi di poesia.Quà e là

tra le luci del paese

gli occhi s’immergono

in aperte strade d’immaginazione.

 

Poi pian piano

giunge il bagliore del dì seguente

portando gli odori delle onde

in dormiveglia.

 

 

Cerimonia PREMIAZIONE 6° EDIZIONE UN MONTE DI POESIA anno 2011ultima modifica: 2011-10-10T19:44:00+02:00da tizianacurti
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